L’agricoltura biologica in Umbria

di Angelo Frascarelli e Tommaso Cesaretti

Incidenza delle superfici biologiche
Osservando la Tabella 1 emerge un notevole accentramento delle superfici biologiche. Basti pensare che il 50,7 % della superficie totale è ripartito in sole quattro regioni: Calabria, Emilia-Romagna, Puglia e Sicilia.
La Regione Umbria con i suoi 47 mila ettari circa, incide in misura pari al 2,4% sulla superficie biologica al livello nazionale. Ad ogni modo, va precisato che la stessa, nel periodo 2018-2019, ha fatto registrare un incremento di superficie pari al 7,6%, che tradotto equivale al terzo posto a livello nazionale e primo tra le regioni limitrofe. Cinque Regioni hanno mostrato un’inversione di tendenza, con il Friuli-Venezia Giulia che è passato da 16.522 a 12.800 ettari tra il 2018 e il 2019 e quindi prima per decremento in termini relativi.

 

Tabella 1: Superficie biologica e relativa variazione

Tabella 1: Superficie biologica e relativa variazione

Analizzando però l’incidenza della superficie biologica su quella totale, si può notare che l’Umbria è la Regione, tra quelle del centro Italia, con la percentuale minore in agricoltura biologica.

Tabella 2: Incidenza superficie e aziende biologiche

Tabella 2: Incidenza superficie e aziende biologiche

Infatti, essa si colloca con il 13,9% al di sotto della media sia italiana che della parte centrale del territorio nazionale.
In termini di incidenza di aziende bio su quelle totali, i dati registrati al livello umbro sono in linea con quelli nazionali, ma ben al di sotto di quelli del Centro Italia, in cui Toscana e Marche si attestano intorno al 10%.
Nello specifico, dei 46.595 ettari di biologico in Umbria, gran parte sono ripartiti tra cereali, colture foraggere, olivo e ortaggi. Infatti, le quattro categorie da sole coprono circa il 49% di tutta la superficie biologica umbra, mentre al livello italiano arrivano a quasi il 52%.

Tabella 3: Ripartizione superficie biologica per tipo di coltura

Tabella 3: Ripartizione superficie biologica per tipo di coltura

Confrontando l’incidenza della superficie biologica delle colture principali tra la regione Umbria e l’Italia, si può osservare nel Grafico 1, che c’è una sostanziale equivalenza. In particolare, vi è una maggior propensione per l’olivicoltura biologica nel territorio umbro, storicamente dedito alla coltivazione di questa pianta, e minore in fatto di viticoltura e coltivazione di cereali.

Grafico 1: Incidenza delle superfici delle principali colture

Grafico 1: Incidenza delle superfici delle principali colture

Occupazione nel settore biologico

Per quanto riguarda gli operatori biologici, si può osservare nella Tabella 4, che tra il 2018 e il 2019, si è verificato un incremento più consistente al livello regionale (+5,7%) che italiano (+2%).

Tabella 4: Numero di operatori biologici per tipologia e relativa variazione

Tabella 4: Numero di operatori biologici per tipologia e relativa variazione

4 Gli “importatori” comprendono gli operatori che svolgono attività di importazione esclusiva o meno, come attività di produzione e/o preparazione

Nello specifico, si può notare una certa sovrapposizione dei dati per categorie quali produttori esclusivi (aziende agricole), che in territorio umbro rappresentano circa il 72%, in linea con la media nazionale (72,8%), e importatori.

Le differenze più marcate si hanno per i preparatori esclusivi, cioè coloro che lavorano, trasformano, conservano, condizionano i prodotti biologici. Essi incidono molto di più in Italia che in Umbria, contrariamente a quanto avviene per i produttori/preparatori.